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Contraccettivo neuronale
Contraccettivo neuronale è il mio filto alla realtà . Probabilmente non genererà niente ma potrebbe anche rischiare di non funzionare. Forse ingraviderò qualche mente esterna alla mia con queste piccole dosi di delirio.
Da tanti anni a questa parte la parola più usata nel Sud Pontino da chi vuole vederci chiaro è “Commissione d’accesso”. Gli ultimi avvenimenti farebbero pensare a fatti riguardanti il solo comune di Fondi , oramai in piena tempesta dopo l’operazione “Damasco” e la conclusione del prefetto Frattasi che inspiegabilmente è da mesi al vaglio del Ministero dell’Interno senza che quest’ultimo prenda provvedimenti.
La mia modesta memoria mi riposta indietro nel tempo, negli anni ’90, quando la faida interna dei Casalesi non si limitò al perimetro “ufficiale” dello scontro nel casertano ma si spostò nei comunidi San Cosma e Damaniano, Formia, Minturno fino a Fondi.Dopo questi fatti (per i quali si sta ancora svolgendo il processo denominato appunto “Anni ‘90” presso il tribunale di Latina) alcuni cittadini pontini si agitarono e iniziarono a chiedere chiarimenti e una commissione d’accesso proprio per il comune di Minturno. Non accadde nulla. Alcuni anni dopo (con il processo incorso) venne da chieder all’attuale amministrazione comunale il perché della mancata partecipazione del Comune come parte civile nel processo. A domanda l’attuale sindaco di Minturno rispose che il Comune da lui guidato poteva vantarsi di sfoggiare il vessillo della legalità anche senza prendere posizioni ufficiali. Nel frattempo altre questioni erano diventate importanti per la municipalità pontina come quella dello smaltimento dei rifiuti. La questione rifiuti nel Sud Pontino (come in tutto il Lazio) sta diventando sempre più preoccupante e si avvina un’emergenza rifiuti che assomiglia a quella campana. Ad oggi risulta che oltre 60 comuni del Lazio sono in debito con le aziende che si occupano di smaltimento rifiuti e se non si sanano i debiti i cittadini laziali potrebbero iniziare ben presto a trovare davanti al portone di casa dei cumuli di immondizia in balia di sé stessi. Il comune di Roma ha appena dato rassicurazioni che ha preso accordi con l’azienda con cui ha contratto il debito (proprietaria della discarica di Malagrotta di cui si paventava la chiusura ma che ancora svolge il suo lavoro nonostante sia la più grande discarica d’Europa) per rassicurare che Roma non diventerà una nuova Napoli nel giro di un paio di mesi. Per i restanti comuni c’è chi spera in un soccorso regionale e per la maggior parte non si sa ancora come andrà a finire.Anche la discarica di Borgo Mondello (Latina)è oramai inservibile. Dando uno sguardo poi nella discarica di Pantano Irto, nei pressi del fiume Garigliano nel comune di Minturno,si palesano tutti i peggiori incubi degli ultimi anni: chiamarla discarica sarebbe un errore perché in teoria sarebbe un’isola ecologica. In realtà vi sono 87 tonnellate di rifiuti tossici speciali. L’azienda che si doveva occupare di quest’isola che non ha più niente di ecologico si chiama CIC, di proprietà di Franco Muscio. Questa società di Cassino ha vissuto nell’oro fino al 2006:si occupa dello smaltimento dei rifiuti di 60 comuni della provincia di Frosinone, Latina, Caserta fino alla provincia di Napoli ma nel 2006 si è indebitata con l’Inps per il mancato pagamento delle quote dei suoi operai. E’ un dato che il Comune di Minturno non può fingere di ignorare e qui accade qualche cosa di “strano”: viene strappato il contratto di gestione con la CIC ed il servizio viene dato in appalto ad un’altra società che si chiama Eco Ego che altri non è che la CIC sotto altro nome (ha anche lo stesso consiglio d’amministrazione). Il Comune a questo punto intensifica i rapporti con la neonata società e concede altri spazi in zona Pantano Irto per costruire l’isola ecologica (tra le proteste di associazioni e cittadini che soprannominano la società “Eco Egoista”). Nel frattempo la CIC aveva cercato di appianare la situazione con l’Inps tramite alcuni i consulenti : Riccardo Izzi e Massimo Anastasio Di Fazio. Questi due nomi sono fondamentali per comprendere l’entità del fenomeno mafioso in provincia di Latina.
Nel 2005 la DDA inizia ad indagare su tre persone di Fondi implicate nella gestione di diversi tipologie di affari in odore di ‘ndrangheta(agenzie di pompe funebri, locali notturni, imprese di pulizia) che agivano tra Fondi, Terracina, Monte San Biagio, Itri e San Felice Circeo. Da questa indagine poi si arriverà fino all’operazione “Damasco” che ha aperto le porte del comune di Fondi alla Commissione d’Accesso. Nel comune di Terracina in particolare non sono pochi i casi di intimidazioni che il 30 Aprile 2008 portano all’arresto, nell’ambito dell’operazione “Anxur” , di 11 persone per un totale di 25 indagati domiciliati tra Roma, Latina e Napoli (per lo più Terracinensi e di Fondani) con l’accusa, a vario titolo, per reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe, estorsioni, illecita concorrenza con violenza e minacce, tentato omicidio, favoreggiamento sleale, ricettazione, furto aggravato, spaccio di sostanze stupefacenti tipo cocaina, lesioni aggravate, danneggiamento seguito da incendio, possesso illegale di ordigno incendiario o esplosivo, con l’aggravante del numero dei compartecipi superiore a dieci. Questo gruppo criminale, secondo le accuse, attuava ogni tipologia di ricatto, vessazione, minaccia etc… al fine di favorire le proprie ditte di pompe funebri (arrivando anche a minacciare operatori sanitari dell’ospedale locale) e di pulizie. Nel frattempo nello stesso comune venivano tratti in arresto due esponenti della famiglia camorristica Licciardi, Patrizia Licciardi e Eduardo Marano, poiché, appena trasferitisi a Terracina, avrebbero iniziato in pompa magna la loro attività estorsiva ai danni di imprenditori e conducevano uno stile di vita ben al di sopra del dovuto. Tornando ad un paio di anni prima del 2008, ovvero al 2006 e alla CIC che chiede una consulenza a Riccardo Izzi e a Massimo Anastasio Di Fazio. Il primo diverrà la “gola profonda” dell’operazione “Damasco” (anche a fronte delle numerose intercettazioni che non lasciavano alternative) ed in quel momento è un imprenditore rampante che compera il supermarket di proprietà dell’immobiliare facente capo alla “Peticone” proprio di Di Fazio e si butta in politica arrivando fino a diventare assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Fondi sponsorizzato, tra gli altri, dallo stesso Di Fazio. Nel 2006 Massimo Anastasio Di Fazio subisce un ferimento sospetto e la sede della sua agenzia immobiliare viene colpita da alcuni proiettili intimidatori.E’ sempre il periodo della consulenza per la CIC e,contemporaneamente, di ambasciatore commerciale per la Liberia,paese africano, con il quale avrebbe stipulato un accordo per 173 milioni di dollari nell’ambito dello smaltimento di rifiuti industriali. Successivamente un’altra sede dell’immobiliare prende fuoco ma il proprietario sostiene la tesi dell’incidente. Sono coincidenze alquanto allarmanti che riportano indietro nel tempo quando, leggendo le carte della commissione d’inchiesta su Ilaria Alpi, si ritrovava il porto di Gaeta citato in quanto “approdo” per le navi della società somala Shifco, indagata per traffico d’armi e rifiuti tossici mascherati da frutta e verdura che avevano verosimilmente come destinazione proprio il MOF-mercato ortofrutticolo- di Fondi. All’epoca erano gli anni ’90 e si temeva all’epoca che gli stessi interessi fossero confluiti anche sull’acquisto di un’ex area industriale di Gaeta (la vetreria Avir Serapo) proprio da parte di esponenti di tutte le mafie italiane consorziati a somali riconducibili alla Shifco e libici. A tutt’oggi l’ex Avir è oggetto di polemiche e di dubbi riguardo alla proprietà dell’immenso immobile industriale sito sul lungomare di Gaeta che si presterebbe ai peggiori propositi di speculazione edilizia. I dubbi, come al solito, riguardano la proprietà dell’immobile ovvero un’azienda che avrebbe un capitale sociale di 30.000 euro a fronte di ingenti debiti e non avrebbe nemmeno un dipendente oltre che avere la sede a Napoli presso un’altra azienda che invece conta un solo assunto ed è dello stesso proprietario.
Ritornando ai giorni d’oggi è lo stesso Di Fazio che è chiamato dai magistrati a dare spiegazioni riguardo alla sua posizione nei confronti della CIC,del suo ruolo di consulente,dei favori presso il Comune di Fondi e dei rapporti con la ‘ndrangheta. Mentre con la CIC si può ipotizzare la presenza della Camorra dei Casalesi, nel comune di Fondi si parla di ‘ndrangheta ma non si deve pensare ad una qualche schizofrenia. Nel sud Pontino oramai si può ben parlare di Quinta Mafia dove interessi di personaggi locali si intrecciano con quelli dei clan della ‘ndrangheta e della camorra che tra l’altro in zona si scambiano favori. E’ infatti noto che nel Sud Pontino si contano circa 33 famiglie ‘ndranghetiste enon sono da meno quelle camorriste e quando si tratta di ospitare dei “colleghi” che, per obbligo di dimora lontano dal paese d’origine, hanno bisogno una casa il Sud Pontino (non essendo né Calabria né Campania) facilita la vicinanza e gli affari per entrambi. Lo stesso Vincenzo Garruzzo (arrestato anch’egli nell’operazione Damasco accusato tra le altre cose di avere operato estorsioni proprio nel MOF di Fondi) andrà in giro per Fondi vantandosi di avere in casa “quelli di Duisburg” ben prima che venisse arrestato ad Aprilia l’armiere che procurò proprio le armi per quella strage. Nel settembre 2007 il pm della Direzione Investigativa Antimafia, Diana De Martino, a seguito delle indagini svolte dal Nucleo Operativo di Latina avvia un nuovo procedimento penale contro Riccardo Izzi, Romolo Del Balzo e Massimo Anastasio Di Fazio: i reati ipotizzati sono l'associazione per delinquere di stampo mafioso, l'abuso d'ufficio e la concussione. Dalle prime indagini del 2005 al 2007 varie intercettazioni hanno portato alla luce il legame tra le consorterie di stampo mafioso ed esponenti in giacca e cravatta dell’amministrazione locale. Quest’organizzazione non è organica a quella “di base” ma fa appunto da cerniera alle attività illegali sul territorio dell’organizzazione mafiosa con le istituzioni locali favorendo clientelismi, appalti etc… Tra le istituzioni locali legate a quest’associazione viene chiamata in causa anche la Procura di Latina. Infatti durante le indagini condotte anche grazie ad intercettazioni gli inquirenti avevano notato strane coincidenze: ogni volta che trasferivano gli atti di indagine in corso al tribunale di Latina accadeva che gli indagati smettessero di parlare al telefono come se fossero stati avvertiti. Ciò ha portato la procura di Perugia ad indagare su quella di Latina al fine di individuare la talpa senza però arrivare a dei risultati confortanti. Questo fatto sta a spiegare perché l’informativa dei carabinieri che porterà la pm De Martino al procedimento penale è arrivata direttamente alla DIA senza passare per il Tribunale di Latina: non si fidavano. All’interno della Procura di Latina non è difficile pensare che ci siano persone politicamente vicine agli indagati i quali svolgono ruoli istituzionali importanti e sono proprio queste posizioni di “potere” amministrativo che li rendono centrali per la rete di corruzione, favoritismi e concussione. Mentre Izzo è assessore ai Lavori Pubblici al Comune di FondiRomolo del Balzo è ilvice presidente della Commissione Sanità alla Regione Lazio e presidente del Consiglio Comunale di Minturno. Il suo “potere” in materia di sanità, concorsi pubblici ed influenza politica si estende da Aprilia fino a Minturno da quando il senatore Fazzone ha trasferito i suoi interessi politici dal locale al nazionale. O per meglio dire “aveva” trasferito i suoi interessi poiché, con lo scandalo in corso, non è mancato di accorrere in difesa della buona reputazione del sud pontino in quanto a legalità. Altre volte lo stesso senatore era accorso in aiuto di amici con procedimenti giudiziari in corso ma si trattava di fare pressioni (non si sa a quale titolo) su giudici e pm del Tribunale di Latina per il dissequestro di un camping (l’Holiday Village di Fondi) sotto accusa per abusivismo (la denominazione camping era inappropriata visto che è un villaggio turistico)il quale era di proprietà evidentemente di un suo conoscente (e conoscente dell’altro “azzurro” ex generale della Guardia di Finanza ora onorevole Roberto Speciale). Alla luce di quanto emerge dall’operazione Damasco il fare così “leggero” di Fazzone in quell’occasione può ben essere collocato in un ambiente ove il potere e gli interessi politici muovono tutto e sono indispensabili per ottenere qualche cosa. Infatti De Balzo si prodiga a truccare concorsi nella sanità dando in anticipo le risposte corrette per i test, raccomanda persone amiche e fidante per i posti che contano soprattutto per clientelismo politico ma quando poi le richieste arrivano da altre parti (il trittico ‘ndranghetista che ha in mano le ditte di pulizie, le pompe funebri ,night club e parti del settore immobiliare)i favori riguardano lottizzazioni, gare d’appalto, controlli sull’abusivismo edilizio da dirottare, rilascio di concessioni etc… Il sodalizio è così stretto che l’avvocato dell’assessore per potersi far pagare la parcella dovuta deve prendere accordi con il pregiudicato come intermediario. Com’è iniziato il tutto? Secondo le dichiarazioni di Izzi (per quel che lo riguarda) è stato catapultato in un vortice con al centro la cocaina e come cornice Di Fazio, Garruzzo, Zizzo, Trani ed altri. Quando inizia il suo racconto dal pm De Martino siamo agli inizi del 2008 ed è ancora assessore al Comune di Fondi. Il contenuto delle sue dichiarazioni dovrebbe essere segreto ma pochi giorni dopo Fazzone pretende di vederlo e gli intima di dimettersi perché è a conoscenza di ciò che andrà a dire il giorno dopo al pm della DIA.
La politica come mezzo di potere a tutto tondo e anche come ruolo di interlocutore principale per i gruppi criminali al fine di scardinare qualsiasi legge sulla concorrenza e sul libero mercato ed imporre la propria egemonia economica in tutti i campi. Non è solo la ‘ndrangheta quindi a chiedere ed ottenere favori ma anche i clan camorristici. Sempre dalla relazione del prefetto Frattasi sui risultati della Commissione D’Accesso al comune di Fondi emergono altri favori inquietanti che stavolta legano Fondi all’altro comune nel mirino dei clan: Terracina. Dagli accertamenti spunta fuori una piccola società che si occupa di lavoro interinale, la Ge.Vi., di proprietà di Gennaro Visconti, imprenditore pregiudicato con contatti con la camorra. Il primo sportello della Ge.Vi. nel Su Pontino vede la luce nel 2003 e offre lavoro interinale prendendo il 20% del guadagno come ogni agenzia interinale. In poco tempo la Ge.Vi. diventa la società di fiducia prima del comune di Fondi e poi di quello di Terracina. Si occupa di fornire lavoratori per i vari servizi del comune (dai bagnini per l’estate ai vigili urbani). Senza alcuna copertura finanziaria e senza ben comprendere la convenienza dei comuni interessati a cambiare società di fiducia preferendola ad altre i Comuni versano nelle casse della Ge.Vi. milioni di euro. Fece scandalo in particolar modo la cifra versata dal comune di Terracina (2 milioni di euro) in piena campagna elettorale per l’assunzione di 67 bagnini e altre hostess da spiaggia e nel 2007 l’amministrazione comunale voleva reclutare sempre tramite la Ge.Vi. dei vigili urbani nonostante vi erano persone idonee a ricoprire quel ruolo che avevano superato il concorso per l’ammissione nel 2003. Ma l’inchiesta sul comune di Terracina non è compresa nel fascicolo di Frattasi perché viene dalle carte di un’altra inchiesta seguita al suicidio del segretario comunale del comune di Terracina che vede inquisito l’attuale vice sindaco Giuliano Masci oltre che a funzionari ed impiegati comunali.
Sarebbe il minimo chiedere una commissione d’accesso per il comune di Terracina oltre che per quello di Minturno, oltre allo scioglimento di quello di Fondi ancora inspiegabilmente al suo posto.
E' la notte tra il 26 e il 27 Settembre 2006 e il Comandante della Guardia di Finanza di Fondi Fedele Conti respira l'ultima boccata di ossigeno prima di morire per un colpo di pistola. Ufficialmente si trattò di suicidio. Da quel momento in poi si accendono i riflettori sul lavoro del comandante Conti, originario del Frosinate, che negli ultimi mesi di vita ha mostrato profonda delusione verso il suo lavoro e verso la Guardia di Finanza. Le ultime settimane di vita del Comandante erano molto incentrate sul suo lavoro: costantemente chino a leggere documenti. Si viene così a sapere che indagava su un camping di Fondi chiamato Holiday Village. Questo complesso edilizio denominato “camping” in realtà è più simile ad un villaggio turistico (basta dare uno sguardoalle foto e le informazioni su questo sito: http://www.camping.it/italy/lazio/holidayvillage/ ) e si affacciano quindi accuse di abusivismo edilizio che si incrociano con le indagini sulle quote societarie della proprietà del complesso. Un'inchiesta del genere non dovrebbe essere particolarmente problematica per chi, come Conti, veniva da esperienze pregresse avendo indagato da poco su persone come Ricucci e Coppola all'interno dello scandalo UNIPOL-Guardia di Finanza. Ma questo particolare potrebbe non essere una semplice coincidenza. Non è mai facile indagare da Finanziere altri Finanzieri e sembra che questa situazione si dovesse ripetere anche andando a controllare un “semplice” camping di Fondi. Infatti all'epoca dello scandalo UNIPOL-Guardia di Finanza ci fu un duro scontro politico-istituzionale tra il generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale e l'allora Ministro Visco con destituzione di Speciale e ricorso di quest'ultimo al TAR per poi concludersi il tutto con le dimissioni del Generale poco dopo aver vinto il ricorso che gli aveva ridato il suo vecchio posto di lavoro. Passando da scandalo a scandalo il nome di Speciale, la Guardia di Finanza, Holiday Village e politica si incrociano in maniera preoccupante: il generale Speciale infatti risulta indagato dalla Procura Militare di Roma per aver utiliazzato nel 2005 mezzi e fondi destinati alla Guardia di Finanza per uso personale a favore di amici e parenti. Non si tratta di un semplice “passaggio” ad un amico con l'auto di ordinanza: si parla di aver fatto compiere dei lavori di ammodernamento di un ATR 42 della GDF al fine di farlo diventare un aereo privato da “business class” completo di ogni comfort per usarlo a piacimento oppure di far imbarcare la mercedes di un amico su un velivolo al fine di andare tutti a cena dall'altra parte d'Italia portando con sé un carico di spigole. Il viaggio delle spigole da solo è costato circa 30.000 euro ai contribuenti. Ma il nome dell'ospite “speciale” imbarcato con mercedes non è un nome qualsiasi: si tratta di Paolo Maio e di sua moglie Soledad, azionisti di maggioranza dell'Holiday Village la cui struttura fu anche usata per una festa della Guardia di Finanza di Gaeta. La moglie di Paolo Maio, Soledad Esposito, fu quella che acquistò la quota di minoranza di Nicola Conte dopo che quest'ultimo fu “colpito” da una multa salata da parte della Finanza firmata da Fedele Conti. I coniugi Maio sono proprietari dell'Holiday Soledad che risulta come fornitore della Guardia di Finanza per il carico di spigole in viaggio verso Predazzo “scortate” dalla mercedes e dai fornitori in persona.
Queste vicende si vanno poi ad incrociare nel 2008 con un ordine di sequestro dell'immobile dell'Holiday Village firmato dalla Procura di Latina Cairo su richiesta del sostituto procuratore Miliano con l'accusa di abusivismo edilizio. I proprietari dell'Holiday Village fecero numerosi ricorsi al TAR e ai giudici contro il sequestro ma li persero tutti. Così iniziò una trafila di situazioni inquietanti volte a cercare di dissequestrare il villaggio turistico che si finge campeggio. Il primo a scendere in campo è il senatore Claudio Fazzone, personaggio politico fondano che per la sua influenza Fondi è anche chiamata “Fazzonia”, che si presenta senza essere invitato nell'ufficio del GIP Cairo sbraitando per chiedere il dissequestro dell'immobile. I motivi del suo interesse sono sconosciuti. Successivamente si muove il Procuratore di Latina Mancini che chiama nel suo ufficio privato il PM Miliano e discutono del dissequestro dell'Holiday Village. Al termine di questa “conversazione” il pm Miliano viene ricoverato all'ospedale per insufficienza cardiaca. Il sindaco di Fondi invece prende la situazione come un “problema occupazionale” e mette in scena una manifestazione contro il sequestro dell'immobile al fine di preservare i lavoratori del complesso vacanziero. In aggiuntaa questo insieme di personaggi interviene anche il senatore (e proprietario del Latina Oggi) Ciarrapico che, durante il periodo di maggior lavoro del Ministro della Giustizia Alfano per via del famigerato Lodo Alfano, chiede tramite un'interrogazione parlamentare che si apra un “caso Latina” per far luce sulla situazione della Procura pontina a suo dire “anomala e preoccupante”.Nota bene: la procura di Latina è anomala e preoccupante, non la situazione assurda creatasi intorno ad un campeggio. Nota bene due: Fazzone siede al Senato negli stessi banchi di Ciarrapico e Speciale si trova al parlamento( dopo le dimissioni dalla GDFSpeciale si candida con il PDL in Umbria e viene eletto). Perché tante “tarantelle” per un campeggio abusivo? E' un caso che accadano fatti del genere in un sud pontino sempre più pervaso dalle mafie (e in concomitanza con l'operazione Damasco che ha portato alla luce pericolosi intrecci politico-mafiosi nel comune di Fondi)? E' un caso che l'Holiday Soledad si occupi non solo di forniture alla GDF ma anche di complessi turistici presenti in tutto il litorale romano fino al lungomare pontino, zona notoriamente ricca di abusivismo edilizio costiero contro il quale si combatte in maniera Don Chisciottiana? E' un caso che il Comandante della GDF sia legato a doppio filo con personaggi del genere e che si intrecci il tutto con il caso UNIPOL-GDF-Ricucci-Consorte? E' un caso che il tutto porti proprio in una zona dove è presente una mafia talmente anomala e silenziosa che la si può chiamare solo “Quinta Mafia” sopratutto perché si occupa di intrecci finanziari legati al mondo dei complessi turistici (ultimo caso a Formia) e ad aziende e finanzieri bancarottieri che attingono a “fondi neri”? E' un caso che nel sud pontino salendo verso Roma si trovino “anomalie” che portano con sé parole come “camorra”, “'ndrangheta”, “guardia di finanza”, “politica”, “istituzioni”...e che poi le inchieste vengano archiviate?
La morte del Comandante Fedele Conti è stata archiviata come “suicidio”.
Il caso di abusivismo dell'Holiday Village è stato archiviato su richiesta di Mancini e con la firma di Cairo poiché si sarebbero trovati dei documenti che permetterebbero di datare i lavori abusivi del complesso in modo da far prescrivere l'accusa per decorrenza dei tempi.
Speciale è finito al parlamento e nel frattempo l'inchiesta sulle “spigole” va avanti nel silenzio.
Ricucci ha visto prescritto il suo reato e può ballare la salsa e la macarena.
Paolo Maio e Soledad Esposito continuano a fare affari.
Il Comune di Fondi, nonostante sia passato più di un anno da quando la Commissione di Accesso si è insediata, non viene ancora sciolto (né tantomeno si hanno notizie sul perché eventualmente non scioglierlo) per infiltrazione mafiosa. I tecnici del ministero dell’Interno infatti hanno consegnato già da tempo le carte al Ministro ma il fatto che l’agro fondano sia un feudo diForza Italia fa si che il Ministro prenda (o sperchi) tempo senza operare scelte.
Non ci risultano inchieste in corso che cerchino di fare luce sugli intrecci anzi, con le archiviazioni si è messa una pietra sopra a tutto ciò che poteva venire fuori con ulteriori accertamenti.
Ci sono rimaste le lische di spigole e un litorale deturpato che fa arricchire le mafie che hanno investito nella zona.
Prima ancora di nascere già mi hanno presa per il culo. Il ginecologo di mia madre congetturò: “ E' di cinque mesi...Tra tre mesi e mezzo venga a Napoli. Meglio premunirsi un po' in anticipo che è meglio”. Questo perché dalle mie parti non c'è un ospedale e se vuoi partorire meglio che ti avvii molto prima perché non ci sono ambulanze che ti portano in ospedale in tempo. Vivere su di un'isola distante dalla costa due ore e mezzo di nave può complicare un po' le cose.
Mia madre tornò a casa ma dopo quasi tre mesi da quella visita iniziò ad avvertire disturbi strani. Per precauzione fece i bagagli e si avviò da sola alla nave. Scese a Formia e prese il treno per Napoli e si appoggiò da mia zia. Quando arrivò in ospedale i disturbi erano aumentati. Sono nata cinque minuti dopo senza nemmeno il tempo di dire “sono doglie...sta nascendo!”. Mia madre è sempre stata una donna intelligente per fortuna. Non sono nata prematura di un mese, era il ginecologo che aveva gestito la gravidanza di mia madre basandosi sulla grandezza del corpo che vedeva nell'ecografia. Solo che io sono più piccola del normale. Ero bassa già come feto. E già mi pigliavano per il culo. Dopo nove mesi di gravidanza la placenta me l'ero succhiata tutta, avevo fame e sete e non c'era più cibo. Bassa, affamata e presa per il culo. Niente problemi genetici o stranezze particolari.
I miei genitori mi hanno raccontato che poi ho iniziato a rifiutare il latte (intolleranza alimentare) e poco dopo ancora a causa di una febbricola e dell'antibiotico mio padre mi ha salvata da uno shock anafilattico chiavandomi la testa nel ghiaccio. Ancora me lo dice “quando eri molto piccola ti ho salvato la vita...t'ho messo la testa in una bacinella d'acqua” e ricorda il tutto con gli occhi lucidi. Ed io penso “che culo essere chiavata con la capa nel ghiaccio!”. Ogni tanto i miei genitori si divertono a raccontarmi di tutte le volte che ho rischiato di morire da piccola. Troppo piccola per potermele ricordare da sola.
Il racconto preferito di mia madre è di quando mio padre era via (come quasi sempre sopratutto quando ero piccola) e sulla mia isola venne un vero e proprio tifone. Una tromba d'aria che distrusse molte cose. Mia madre da sola in casa con due figlie e un uragano fuori iniziò ad avere timori strani quindi litigò con mia sorella (di otto anni più grande di me) per costringerla a dormire con lei nel lettone. Lei non ci voleva andare, era grande. Ma mia madre è capa tosta. Quando riuscì a convincerla prese anche me che dormivo in camera con mia sorella, nella culla, e si avviò al piano di sopra. Quando la tromba d'aria si è abbattuta sulla nostra casa ha portato via il portone e le finestre, ha sradicato tronchi e alberi ed ha lanciato ad enorme velocità un tronco di un albero contro la finestra della mia stanzetta. Il tronco lo ha trovato mia madre la mattina dopo: conficcato nella mia culla. Quindi posso dire che sono scampata ad un ginecologo incapace, ad uno shock anafilattico, ad un tronco assassino e manco avevo compiuto un anno e mezzo di vita. In effetti quando guardo il pino fuori dalla finestra di casa ogni tanto gli lancio bestemmie gratuite, sarà l'inconscio. Forse sarà perché il pino getta per terra aghi infami, di quelli che ti fanno slittare le ruote del motorino. Abito sul cucuzzolo di una collina e la strada che porta a casa mia è di fine ottocento: grossi sassi oramai usurati di pietra di mare grigia su di una discesa ripidissima che se scivoli in un punto ti ritrovi alla base della collina con qualche pezzo mancante e il pino con i suoi aghi è peggio di un terrorista. Non so neppure più quante biglie e palloni ho perso perché sono caduti in strada e sono ruzzuliati ad altissima velocità dove il mio occhio nemmeno riusciva a vedere. Ogni tanto mi vedo ruzzuliare attaccata ad un motorino per colpa di quegli aghi. I pini sono alberi bellissimi ma sono invadenti: hanno radici che ti sfondano le fondamenta di casa. Ogni tanto parlo con i miei amici di come si possa dare fastidio a tutti quelli che dalle mie parti hanno costruito mura e palazzine abusive(e sono tanti): chiavandoci un albero di pino azzeccato alla casa mi pare un'ottima idea. Anche un albero di ficus ha le stesse potenzialità e cresce anche piuttosto velocemente. Da un po' cerco di informarmi su quali alberi hanno una natura più eco-terrorista. La natura ha una bastardaggine che potrebbe essere utile in certi casi. L'idea in realtà mi è venuta discutendo con mia zia e mia madre del vicino di casa che sta costruendo abusivamente attaccato al muro di confine. La finanza ferma i lavori, poi riparte con il traghetto e lui ricomincia. Dal vicino di casa sono passate a congetturare sull'albero che abbiamo in giardino che è cresciuto a dismisura tanto da superare in altezza il palazzo di fronte di tre piani e ogni tanto cerca di fare visita a casa della gente offrendogli in dono un ramo dalla finestra. Quell'alberone mi è sempre stato simpatico perché è il più alto di tutti ed è come se vendicasse la mia bassezza. Però a mia madre sta sulle palle perché non fa ombra, non fa humus, sporca tantissimo con le foglie e sotto manco ci puoi piantare le fragole o i funghi perché non fa crescere una benemerita mazza. Un albero alto, grosso, rompipalle e scansafatiche. Mi sta simpatico. Parola di bonsai.
I titoli dei giornali che riguardano i Rom meriterebbero dei libri di scuse nei confronti delle comunità Rom italiane. Non basterebbe un solo volume ma una collana di libri. Quando un giornale banalizza e insulta anche involontariamente una comunità che sia essa ebraica o di un paesino in montagna la volta dopo compaiono delle scuse. Con i Rom -e con i musulmani- invece solitamente non si fa.
La favola dei Rom che rubano i bambini inizia sui giornali e ha ragion d'esistere in tal senso come la favola dell'uomo nero che ti rapisce nel sonno. Il caso di Denise Pipitone è solo l'ultimo di una serie spaventosa di accuse ai Rom e ogni volta che accade non si finisce mai ad appurare la verità: i giornali si limitano a rilanciare le accuse false e poi dimenticano la vicenda fino poi a far passare una falsità per vera. Il caso della bambina Rom che avrebbe rubato una neonata dalla culla e avrebbe “armato di rabbia” un intero quartiere di Napoli nel dare l'assalto al campo nomadi è emblematico: si è partiti con quest'ipotesi per poi scoprire che gli inquilini di quel palazzo (nel quale non si riuscirebbe ad entrare se non si viene invitati) pochi giorni dopo avrebbero indetto una riunione di condominio per capire come cacciare via i Rom, che la bambina sia stata avvicinata con la scusa di donarle dei vestiti e fatta appositamente entrare dentro casa senonché una volta dentro (a porta spalancata) la bimba si sia avvicinata alla culla. La bambina non parla italiano e ha potuto dire tutto ciò solo molto dopo grazie ad un interprete. Solo in quel momento la madre della bambina si sarebbe “accorta” che le cercava di rubare la piccola e così è stata picchiata e portata in piazza urlando al rapimento. Tanto chi crederebbe mai ad una Rom? Peccato che ci siano due testimoni disposti a parlare in difesa della piccola e che gli inquirenti abbiano fatto uscir fuori le numerose contraddizioni in cui sono caduti i familiari della piccola (la porta era chiusa...no...era aperta anche se non la dimentico mai aperta...la ragazzina scendeva dalle scale con mia figlia in braccio e io l'ho raggiunta...scappava ma non correva ...non so perché non corresse se scappava...)
In Italia (e in tutta Europa) i casi di bambini rapiti sono molti e si riconducono per la maggior parte alla pedofilia, beghe familiari, rapimenti a scopo di estorsione. I Rom non compaiono in questa speciale classifica anche perché non avrebbero bisogno di rubare bambini altrui essendo ben capaci di riprodursi da soli. Ma la favola continua ogni volta che scompare un bambino: “sulle tracce della pista Rom” per poi scoprire che la “favoletta” dei Rom è stata inventata dalla madre che aveva ucciso la figlia in un gesto di disperazione (com'è già avvenuto). C'è da chiedersi che cosa avrebbe addotto Annamaria Franzoni nel caso di Cogne come eventuale “pista alternativa” nel momento in cui avesse abitato a pochi chilometri da un campo Rom. La scorsa campagna elettorale ha trattato “L'emergenza Rom” come una calamità naturale, un terremoto in arrivo. Poi però ci si è dimenticati di una vera emergenza nazionale ben più grave e pericolosa: l'emergenza Mafie. Ma le mafie sono rigorosamente Made in Italy quindi non vanno svalorizzate, è più facile colpevolizzare chi viene percepito come diverso da noi.
Possa un giorno un ateo pregare nessun Dio per nessuna motivo.
Non c'è niente di più affascinante,per un essere umano, della ritualità. Alzarsi al mattino, andare in bagno, fare colazione sempre allo stesso modo. Il gesto di infondere una bustina di thé nell'acqua una, due, tre, quattro volte. Essere oramai convinti che sia pronto il thè. Prendere dallo stesso scaffale lo stesso barattolo dello zucchero. E' una religiosità che si insinua ovunque. E' l'umanità e le sue debolezze che sono entrate nella religione.
Infilarsi di corsa una tuta capace di resistere a bassissime e altissime temperature. Saltare su propriol F-16C Fighting Falcon entro i tempi stabiliti. Volare in alta quota e sganciare bombe esattamente dove è richiesto. Una, due, tre, quattro volte... un rito. Non importa se il fine principale delle proprie azioni sia stato conseguito. Che il thè serva a svegliare una persona insonnolita e a far ridestare le cellule dormienti o che il bersaglio sia stato quello giusto e che la pace sia arrivata in zona di guerra non importa: il rituale crea consenso con sè stessi.
La ragazza seduta in cucina a Roma pensa alla prossima tazza di thè da comprare, perché quella attuale è oramai piena di crepe. Il militare che sorvola il mondo passando da un confine geopolitico all'atro pensa al nuovo Lockheed Martin F-35 Lightning II che dovrà provare in esercitazione. Contenitori nuovi per vecchi rituali.
Quando da piccola ti viene insegnato a bere il thè a prima mattina, non hai idea che lo farai per tutta la vita. Quando una città viene bombardata per la decima volta i cittadini non vogliono altro che finisca. Opere di convincimento sistematico, automatismi dell'essere umano. Di certi automatismi si perde il perché. La maggior parte dei cristiano-cattolici non ricorda più il significato dello Spirito Santo, compiono gesti atuomatici come farsi il "segno della croce" senza più pensare al singnificato di quel gesto. Un militare sgancia le proprie bombe per l'ennesima volta nella sua guerra contro il "male" non chiedendosi più chi abiti nei villaggi bombardati. La ragazza di Roma beve caffè la mattina.
Quando si parla di rifiuti e di gestione dei rifiuti io inviterei i contendenti a presentarsi in un ring e a combattersi lanciandoseli addosso finché uno dei due almeno non prende coscienza di che cosa si tratta. Nella provincia di Latina è in atto un duello serrato tra Marrazzo , presidente della Regione in quota PD, e Cusani ,presidente della Provincia di Latina in quota PDL. Marrazzo vuole arrivare alla differenziata al 50%, alla costruzione di tre termovalorizzatori e di siti di compostaggio, il tutto in un piano su base regionale. In Provincia di Latina non sono previsti termovalorizzatori ma "solo" siti di compostaggio ed è prevista la chiusura della discarica (che è il fine ultimo del piano Marrazzo, chiudere le discariche entro il 2013). Mentre tutte le altre provincie aderiscono Cusani dice di no, lui vuole un termovalorizzatore a Latina. Mentre in tutt'Italia si protesta contro i termovalorizzatori e le discariche (che nessuno vuole vicino al proprio orticello) a Cusani i termovalorizzatori piacciono tanto da volerne uno tutto per sè. Nemmeno gli studi fatti che dicono che un altro termovalorizzatore sarebbe inutile perché con gli altri 3 già previsti non arriverebbe mai a lavorare a regime (ovvero non c'è abbastanza munnezza da dover bruciare) lo conincono. Meglio un termovalorizzatore inutile che dover dare ragione a Marrazzo. Invece di gioire di non dover affrontare l'iter per la scelta del luogo, per gli appalti etc...di un termovalorizzatore Cusani piange miseria e vuole un piano su scala provinciale e non regionale. Una sua piccola rete di gestione munnezza, magari gestita da Latina Ambiente che in questi mesi ha aumentato le bollette per i cittadini per poter assorbire un buco di bilancio imbarazzante e continua a mangiare finanziamenti. Tutto con il beneplacido dei consiglieri comunali e del sindaco Zaccheo. Anche Cusani applaude. E i cittadini cosa pensano? Anzi: e ai cittadini chi ci pensa?
Siamo un paese pieno di garanti di sé stessi: un giudice rimane al suo posto "garantendo personalmente" che i suoi figli non faranno gli avvocati nella zona dove lui lavora, Berlusconi garantisce su sé stesso che non farà rearti e che è innocente mentre a Gaeta-Formia gli imprenditori consorziati del porto garantiscono che non vi saranno infiltrazioni camorristiche nei loro affari. Io garantisco personalmente che sono la nuova Madonna delle Grazie, ma chi mi crede? I nuovi porti turistici e gli ampliamenti di quelli commerciali del litorale pontino non rischiano serie infiltrazioni mafiose come già è accaduto nel passato, la camorra e la mafia si sono "fatte fesse" e non possono infiltrarsi tra le numerose aziende a conduzione familiare che lavorano in zona. Come se la "conduzione familiare" fosse un argine invalicabile per le mafie. Ma non sono anche le mafie le prime aziende italiane a conduzione familiare? Le associazioni di categoria (Ascom e Consomrare) hanno garantito che l'unico modo per evitare le infiltrazioni camorristiche è eliminare gli iter burocratici che rallentano il lavoro delle imprese. Per la serie: togliete i controlli e i vincoli che noi "buoni" siamo in prima fila ed entriamo subito, tanto dietro non c'è nessuno "cattivo" che spinge e li facciamo fessi. Questi fessi di camorristi proprio non li capisco, riescono a fare affari su ogni cosa ma non sono furbi come gli imprenditori del sud pontino! Ma come mai questi imprenditori non vengono assunti dall'Antimafia così spiegano a loro come ci riescono e diventano i fautori di una forte campagna di prevenzione? A tutti gli altri imprenditori: copiateli per favore, devono essere dei geni! Poi il dubbio mi assale: le uniche aziende a conduzione familiare dove la camorra non si infiltra generalmente sono gestite da famiglie già camorristiche. Allora forse mi spiego qualche cosa: come fa la camorra a entrare in affari dove c'è già? Non è che si può infiltrare dove già si è infiltrata, quello sì che sarebbe un lavoro da fessi. Spreci tempo e denaro a corrompere chi è già corrotto e già asservito. Questo ragionamento mi sembra un pò più linerare. Comunque quest'alzata di scudi non è casuale. E' diretta conseguenza dell'allarme lanciato dall'Osservatorio Tecnico-Scientifico della Regione Lazio, dalla Direzione nazionale antimafia e dai sindacati come la Cgil. A Formia il pizzo è prassi e a Gaeta ci sono dei tentacoli della piovra camorristica sugli appalti pubblici mentre a Fondi la 'ndrangheta padroneggia. Già la Provincia di Latina ha fatto lo stesso discorso degli imprenditori del settore nautico e portuale dichiarando che non c'è nessun pericolo, loro sono duri e puri come il Comune di Minturno che ritiene "inutile" costituirsi parte civile nel processo "anni '90". Mentre la Provincia fa una guerra tutta politica alla regione (la provincia è di destra e la regione invece è di sinistra) ci si dimentica che non è un problema di fazione politica: è in ballo l'economia (già stagnante) di tutta la zona e quindi la vita dei cittadini del pontino. A meno che qualcuno di questi garantisti geniali non mi porti la prova che nei territori mafiosi c'è ricchezza io mi allarmo eccome, e mi incazzo pure. Quando la mafia s.p.a. o la camorra s.p.a. saranno aziende riconosciute che producono ricchezza nei loro territori direttamente controllati potrò capire questo stato di inerzia e di "finta" cecità. Ma generalmnente queste "aziende a conduzione familiare" non sono fesse: si arricchiscono e lasciano a brandelli il territorio dove si insediano. Un pò come le cavallette, d'altronde è d'estate che le cavallette arrivano e divorano tutto.
Oggi sono arrabbiata. Dopo un giorni intero speso per la manifestazione dell'8 Luglio a Piazza Navona sono arrabbiata con le conseguenze di una giornata stupenda. Sono arrabbiata con Grillo e Guzzanti. Non ce l'ho personalmente con loro ma con un certo modo di intendere la piazza che va avanti da troppi anni. Due personaggi come loro sono utili alla vita di questo paese se non fondamentali, ma la protesta di piazza, quando è sopratutto politica, non può essere lasciata nelle loro mani. Grillo da anni dice di "stupirsi" che la gente debba avere informazioni da lui, perché non le riceve da nessun altro. Ma poi continua a voler avere quel ruolo. Fa bene ed è stato molto utile fino ad oggi, probabilmente lo sarà sempre. Ma non è il suo ruolo e si vede. Come non è il ruolo della Guzzanti informare i cittadini, sopratutto quelli già informati di alcuni fatti come ce n'erano in piazza ieri. Loro hanno bisogno dello share, di fare le prime donne, e sono specializzati in questo. Per questo sono dei mostri nel loro mestiere. Ma il loro mestiere non è la politica, e il loro fine non può essere lo share: oggi tutti parlano di loro, di ciò che hanno detto e di chi avrebbero offeso. Ma loro sono in due, in piazza c'era la maggior parte della gente: ha applaudito a Napolitano, si è allontanata quando la Guzzanti ha iniziato a premere l'accelleratore usando termini forti sulla Carfagna. Non perché la Carfagna fosse simpatica ai più, semplicemente perché non era il luogo, non era il momento e sopratutto perché tutti sapevano che le conseguenze di ciò sarebbero state i titoli di giornale di oggi. Poche parole dei discorsi stupendi, intensi, e veri fatti da Ovadia, Borsellino, Pancho Pardi, lo stesso Di Pietro applauditissimo e tanti altri. Pochi parlano del fatto che la manifestazione sia iniziata con l'applauso a Napolitano da parte di tutta la piazza. Io vorrei che fossero invitate le persone che da anni si battono con i loro mezzi per questo paese. Non ci sono solo i vari Grillo o Guzzanti, loro ci sono ma hanno un limite e hanno altri interessi. C'è un conflitto di interessi anche sul palco di una manifestazione di piazza: chi ci va per cercare di incominciare un cammino politico partendo dal basso, con l'aiuto dei cittadini e chi invece cerca lo share prima di ogni cosa. Non importa più quanto siano veri i concetti espressi dai comici: noi vogliamo andare avanti e proposte per andare avanti. Non ci si può fermare al limite dell'indignazione e dell'urlo sputasentenze. Su quel palco d'ora in poi servono i vari Rita Borsellino, Moni Ovadia e tanti altri esponenti della società civile, politici o non, che portano con sè le loro testimonianze e non i comici in cerca di share. Vorrei che sul palco di una manifestazione come ieri salissero i ragazzi di Libera, le madri che eroicamente arrivano a fine mese con lo stipendio da precarie, vorrei vedere la società civile che si racconta in un paese che ha perso gli strumenti dell'informazione ufficiale per raccontarsi. Tutte le voci che non trovano spazio nei giornali o in tv, tutti gli uomini e donne d'Italia che con le loro storie possono raccontare questo paese e cercano di trovare una soluzione ai problemi dell'Italia pensando al bene comune.
La piazza è mia, tua, di tutti. Quella di ieri era stupenda, urlava la sua voglia di voltare pagina. Forse ha imparato a sue spese cosa non fare per il futuro. Ha imparato forse che è ora di riappropriasri ognuno dei propri mezzi e dei propri spazi.
Il caro Ciarrapico, discusso candidato al senato per il PdL tanto simile a Berlusconi perché anche lui è proprietario di numerosi giornali ma sopratutto perché è un fascista orgoglioso di cui non vogliono sentir parlare nemmeno quelli di AN, ultimamente si è dato da fare dai banchi del Senato. Il proprietario di Latina Oggi si è mostrato incredulo riguardo l'andazzo della giustizia nel tribunale di Latina: come mai si confiscano terreni e proprietà come l'Holiday Village di Fondi? Come mai tutti si oppongono al dissequestro cautelare di un immobile non a norma? Come mai non viene traferito un giudice per incopatibilità ambientale?Lui ci tiene tanto che ne fa un probelma di giustizia e interroga il povero ministro Alfano sulla questione. Il ministro Alfano ha tante di quelle rogne ultimamente che proprio dell'Holiday Village di Fondi non dovrebbe preoccuparsi tanto, ma un'interrogazione parlamentare è un'interrogazione parlamentare.
Il "Ciarra" non è l'unico che chiede il perché del dissequestro (e trasferimento giudice) ma è anche l'interesse del Procuratore della Repubblica di Latina che vorrebbe far trasferire( Giuseppe Mancini, il quale sarebbe incompatibile con il territorio poichè entrambi i figli svolgono la loro attività professionale-giuridica nel territorio di Latina ma l'incompatibilità è stata superata grazia al fatto che il procuratore ha "garantito" personalmente che i figli non lavoreranno nel suddetto territorio. Questi geni di azzeccagarbugli!).
Il Procuratore Mancini ha fatto pressioni tali per il dissequestro (nonostante le numerose richieste fatte per vie legali abbiano ritenuto giusto il provvedimento di sequesto) sul povero sostituto procuratore Giuseppe Miliano, titolare dell'inchiesta, che il magistrato è stato colto da un malore cardiaco e ricoverato subito dopo. Già precedentemente vi era stata una visita al giudice Giuseppe Cario da parte di un parlamentare che cercava anch'egli di ottenere il dissequestro del famigerato Holiday Village di Fondi. Il camping in questione è stato messo sotto sequestro per violazioni in materia ambientale e per abusivism, da anni Legambiente si batteva perché potessero essere contestate certe situazioni imbarazzanti sul litorale. Anche il senatore di Forza Italia, Claudio Fazzone,cerca di far pressione sui giudici incaricati del caso provocando imbarazzi e un richiamo da parte degli organi competenti per poter capire che tipo di pressioni abbia ricevuto in quelle circostanze il giudice Cario. Mal costume o interesse personale? Per quanto possa stare a cuora la situazione lavorativa dei dipendenti dell'Holiday Village invece di far pressioni sui proprietari per far adeguare a norma di legge il camping si fa pressione sui giudici e si fanno interrogazioni parlamentari accusando chi fa il proprio mestiere di magistrato di interferire. Ovvero il bue dice cornuto all'asino.
Il caro Ciarrapico e il caro Fazzone non potevano semplicemente fare il loro lavoro invece di interferire personalmente? Il sindaco di Fondi poi prende parte alle proteste dei lavoratori che chiedevano di poter lavorare (e quindi di dissequestrare la struttura) giusto per non farsi mancare i voti visto che è proprio l'amministrazione comunale che generalmente rilascia concessioni edilizie improprie e causa certi guai.
Ma stando ai fatti: inizia tutto quando un capitano della Guardia di Finanza, mentre opera controlli sulle beghe tra i soci del campeggio Holiday Village, si spara (c'è un'indagine in corso) alla tempia. Un Pm della procura di Latina cerca di far luce e inizia i controlli sui campeggi del litorale: diversi campeggi risultano non rispettare le norme e partono i sequestri compreso quello dell'Holiday Village. Da qui in poi è un tumulto istituzionale tra politici che fanno pressioni improprie, altri che fanno interrogazioni parlamentari, l'Associazione Nazionale Magistrati che si trincera a difesa dell'operato dei suoi colleghi fino ad arrivare a far scoppiare un caso nazionale. Il Latina Oggi dice di non commentare ma in pratica lo fa raccontando il tutto come se fosse una cosa fuori dal mondo. "sarà tutto vero?E' soltanto una bufala?". Ve l'ho già detto chi è proprietario del Latina Oggi? Dalla Regione Lazio partono missili terra aria per togliere da questa situazione i poveri magistrati di Latina, pressati all'inverosimile per un campingo abusivo. Un comandante della Guardia di Finanza morto e un pubblico ministero all'ospedale e l'abusivismo imperante sulle coste del litorale sono i pochi fatti certi. Ma credo che bastino.
Dall'altra parte dei fatti ci sono politici che :sostengono le mozioni dei proprietari dell'Holiday e dei cittadini impiegati in quel posto che vogliono lavorare, sindaci che cercano voti e annuiscono, parlamentari che si prendono la briga di andare personalmente a fare pressioni non si sa per quale motivo, senatori della Repubblica che ne fanno un caso nazionale di "mala giustizia"...per un camping?
In tutto ciò non c'è emergenza criminalità organizzata nel sud pontino: lo sostiene a Provincia di Latina che da tempo è in guerra (tutta politica) con la Regione Lazio. Accuse contro accuse, allarmisti contro pacifisti, noi facciamo voi blaterate etc...di fatto la Regione non minimizza il problema e ha attivato l'Osservatorio apposito mentre la Provincia legge i resoconti dell'osservatorio e dice che è un problema solo della Regione Lazio che scrive, analizza ma non fa niente di concreto se non gettare fango sulla loro terra insinuando cose fuori dal mondo. Loro sono duri e puri. Sarà che sono di "colore" opposto la Regione e la Provincia? Ma ci possiamo fidare delle parole dei nostri amministratori quando si parla di organizzazioni criminai? Io mi fido delle parole di Franco Roberti, della DIA di Napoli. Lui dice che c'è e che è anche molto potente. Amen.
Di questi tempi al comune di Minturno si sentono starnuti di vario tipo. Da quando è iniziata la primavera ad ora cumuli di fazzoletti e starnuti. Ogni volta che si nomina "Anni '90", "processo", "parte civile" o "commissariamento" si sentono male.
Diciamo che a più persone è parso "strano" che nel processo "Anni '90" che si sta svolgendo a Latina ( che riguarda fatti gravi accaduti anche nel comune di Minturno ) il comune non si sia costituito parte civile. A domanda il comune si arrabbia. Sputa parole velenose il sindaco Sardelli: " L'inchiesta Anni '90 ha riguardato Minturno solo per una piccola percentuale di episodi, la gran parte dei quali ha interessato altri centri. Il Comune ha sempre in mostra i vessilli della legalità e del senso istituzionale!" e non si incazzi sindaco! Che vuole che sia: hanno solo ucciso varie persone di cui una era anche un sottufficiale dei vigili urbani di Minturno, che avrebbe ostacolato il rilascio di alcune licenze legate al clan. Cioè, perché sprecare energie per cose del genere? Meglio occuparsi di come spendere 500 000 euro l'anno per la ECO EGO, la ditta che si occupa dei rifiuti del comune e che non ha fatto niente di ciò che doveva fare.
Ma un altro sindaco allergico a certi discorsi è Zaccheo, sindaco di Latina, che considera i piani regolatori "uno strumento vecchio" e che con l'amministrazione tiene in vita la Latina Ambiente, società per lo smaltimento dei rifiuti che quest'anno ha aumentato fino anche a triplicare la bolletta degli utenti che da tempo chiedono di cambiare lo status quo. Ma no, loro si precipitano a riempire i debiti dell'azienda e a tesserne le lodi.
Come anche a Formia tutto tace sopratutto sul versante Acqua Latina, resa oramai famosa dall'inchiesta di Report. Tutti i cittadini vogliono scindere il contratto con questa azienda in odor di truffa (per essere cauti) e anche in campagna elettorale tutti promisero il "grande passo" ma ancora non si vede nemmeno uno spostamento dell'ombra di questo "camminatore immaginario".
Però c'è tanta febbre da nuovi porti turistici, come se domani mattina ci fosse un'invasione di barche su tutto il litorale e nessuno si debba far trovare impreparato!
Cemento regnat su tutto, sempre e comunque.